Laura Leoni: "Come mi sono guadagnata il posto in nazionale"

A suon di risultati, non per il marito CT, e con un lavoro partito da lontano. Un salto di qualità cui hanno contribuito in tanti, suocera compresa, e un grosso sforzo personale per far fronte agli impegni di lavoro, famiglia e sport.

Domenica 28 agosto a Rotzo (VI) la  6ª edizione della "Bostel- Roll", 8ª prova di Coppa Italia - Trofeo Daliform 2005, gara in salita in tecnica classica organizzata dal Gruppo Alpini Asiago. Partenza dal centro di Rotzo  (926 m s.l.m.) e arrivo presso il rifugio Verenetta del comprensorio sciistico di Verena (1650 m s.l.m.) dopo 10 km e mezzo. Attuale capoclassifica della categoria seniores femminile è Laura Leoni, bolognese di 32 anni, che in questa stagione ha fatto un grosso salto di qualità. Una “leadership” momentanea, ne è convinta anche lei: “Anche se le prossime gare sono in salita, dove me la cavo bene, c’è Viviana Druidi più forte di me. Sta tornando fuori anche Erika Bettineschi e ha fatto grossi passi avanti pure Mateja Bogatec, ma non abbastanza per superarmi. Proprio perché ci sono queste gare in salita, per la classifica finale il mio obiettivo ragionevole è il terzo posto; il secondo sarebbe il massimo”.

Ma anche in Coppa del Mondo il salto è stato significativo, come conferma il quinto posto nell’inseguimento di sabato in Croazia, dopo il quarto nel prologo in salita…..
“Una bella gara effettivamente, condotta insieme a Mateja, alla rincorsa di Erika che era partita un minuto prima. Le siamo arrivate a ridosso, ma ormai il traguardo era vicino. Nulla da fare, ha conservato un vantaggio di 4 secondi, meritando il podio. Forse ce l'avrebbe fatta Mateja con una volata lunga, ma aveva speso troppo perché, dopo avermi raggiunta, ha voluto tirare quasi sempre, rifiutando i cambi. Quanto a me, niente da fare poiché non sono sicuramente una sprinter: tengo il passo ma non ho la sua velocità. E' un lato difficile da curare e migliorare. Comunque punto ad arrivare nelle 10 della classifica finale: nelle due gare in salita a Sestola e rubando qualche punto a Geyer, in Germania, potrei farcela"


Mateja Bogatec e Laura Leoni nell'inseguimento di Oroslavje (Croazia)

Da 7 anni è sposata con l'avv. Pierluigi Papa, il CT della nazionale di skiroll. Un ruolo scomodo per la moglie?
La mia era indubbiamente una posizione discutibile; inizialmente c'era la tendenza a confondermi con lui. Considerando che è lui il selezionatore, qualcuno ha magari pensato che mi potesse favorire, ma quando si è visto che il posto me lo sono guadagnato a suon di risultati, anche ogni prevenzione è caduta. Mi hanno aiutato molto, e questo conferma lo spirito che si è creato in squadra. Siamo uno sport in espansione, sta crescendo un bellissimo vivaio, ci sono grosse potenzialità per il futuro. Basta vedere i miglioramenti che ha già fatto Mateja Bogatec e come potrà migliorare ancora, visto che nello skiroll, come nello sci di fondo, si migliora con la maturità. E dietro di lei ce ne sono altre che crescono bene, come Mateja Paulina e Ana Kosuta; l'importante è che abbiano la voglia di continuare. E' solo questione di stimoli: da noi ne possono trovare".

Comunque qualcosa lo devi sicuramente a tuo marito ....
Certo, l'iniziazione allo skiroll. Venivo dallo sci alpino e dalla mountain bike, ci siamo conosciuti al CUS Bologna, per un corso di fondo, e lui era il mio maestro di sci. Ci siamo sposati qualche mese dopo. Il passaggio allo skiroll è stato automatico, come preparazione alle gare di fondo. Me li ha messi ai piedi Mirco Collavo e adesso mi aiuta Marco Ranaldi. Ci filma negli stage e in gara e poi ci aiuta a correggere gli errori. Pierluigi mette il becco solamente nella parte tecnica relativa allo sci, mentre per lo skiroll ho avuto diversi allenatori. Il salto di qualità è cominciato da quando ha cominciato a prepararmi i programmi di allenamento Matteo Sironi; a Sestola, l'anno corso, i primi risultati. E' riuscito a impostare una preparazione di un'ora che tiene conto del mio lavoro e degli impegni di famiglia. Corsa, palestra per la forza. Forza resistente nel periodo delle gare, massimale d'inverno. Sul piano tecnico lo skiroll, che avevo iniziato esclusivamente in vista delle gare, mi ha migliorato anche nello sci. Alimentazione sana, abbastanza controllata ma senza impormi limiti".


Laura Leoni a Sgonico (TS)

Basta un tempo così limitato per ottenere risultati?
"Devo farlo bastare, poiché allo sport non posso dedicarne di più. Lo skiroll resta pur sempre un hobby. Nove ore di lavoro quando sono a Bologna, salti mortali quando mi mandano in trasferta. E questo capita spesso in quanto sono consulente in un'azienda che segue una catena di supermercati. Quando sono in giro mi porto dietro gli skiroll e bene o male il tempo per un breve allenamento me lo ritaglio malgrado gli impegni. In Trentino o in Alto Adige una salita la trovo sempre; più difficile che mi capiti in Sardegna. Fortunatamente sul lavoro posso godere della comprensione dei colleghi. Il direttore generale, che è un ipersportivo, in funzione delle gare mi concede turni agevolati. Sotto questo aspetto sono veramente fortunata. Quando sono a casa posso contare sull'appoggio di Pierluigi. E' un marito modello, intercambiabile. Lui si occupa della bambina d'estate, quando devo allenarmi per lo skiroll, io d'inverno, quando lui si dedica allo sci".

La bambina, Carlotta, è indubbiamente un problema per una famiglia di sportivi....
"Per niente, le piace lo sport, si diverte. Ha tre anni,  sci li ha già messi, e penso che vorrà provare anche gli skiroll. C'è appunto in programma un corso per bambini fra qualche mese. Poi c'è nonna Renata. Una suocera d'oro, dovremmo farle un monumento. Ci accompagna spesso, anche alle gare. A Trieste è venuta appositamente in treno, giusto in tempo per tenere la nipotina durante la mia gara, ed è tornata immediatamente a casa".


Laura insieme alla figlia Carlotta

Chi ha contribuito, oltre al marito, a Sironi e Ranaldi, al salto di qualità?
Sotto l'aspetto tecnico/pratico Alfio Di Gregorio. Mi insegna come comportarmi in gara, mi spiega il percorso, mi ha consigliato gli skiroll che uso attualmente. Sono della Eagle, e hanno ruote con una mescola che si adatta bene alla mia massa muscolare e al mio peso di 47 chili. In Coppa me li preparano di gara in gara in quanto la casa  è sempre presente come supporto tecnico a diversi atleti. Sotto l'aspetto economico una grossa mano me l'ha da il CUS Bologna con il supporto logistico. Il presidente Franceschetti ha creduto nello skiroll poichè una specialità in linea con la filosofia del CUS che privilegia gli sport minori. E così abbiano una squadra che può contare su una quarantina di atleti".

A Montebelluna sei caduta. Hai problemi o paura in discesa?
No, per niente. Venendo dallo sci alpino, non è certo la velocità a farmi paura, anche se in caso di caduta l'impatto sull'asfalto è ben diverso da quello sulla neve. Sono caduta altre volte, mi facevo più male con la bicicletta. Si impara anche a cadere, limitando i danni. E' capitato anche ad Alfio, che è il campionissimo dello skiroll".


Laura nel prologoo in salita di Oroslavje (Croazia)

Sogni per il futuro, al di là dello skiroll?
Levarmi lo sfizio di provare qualche maratona, tentare qualche granfondo con la bici da corsa. Mi ci sono già cimentata e mi piaceva, ma l'ambiente mi ha deluso. C'è troppa gente che fa evidentemente ricorso al doping. Diversamente certe prestazioni non si giustificano. Maschili e femminili. C'è un divario notevole fra tanti ex corridori che si  sono riciclati nelle granfondo e sono dei veri e propri professionisti, e i semplici appassionati. Ho ottenuto anche buoni risultati, ma non ero messa in grado di competere poiché non esisteva un gruppo rosso per le donne. E' anche per questo che sono passata allo skiroll".

 Giorgio Brusadelli         
www.fondoitalia.it           

Aggiornato il 24-08-05.

www.skiroll.it